Vuoi inserire una chat nel tuo negozio WooCommerce, ma non sai come orientarti tra le decine di plugin del repository? In questo talk mettiamo ordine dividendo gli strumenti in famiglie: dal semplice pulsante WhatsApp alla live chat con operatore, dai bot a regole fino agli assistenti basati su AI. Analizzeremo ogni categoria rispetto a esigenze dei clienti, privacy dei dati, costi e velocità, e integrazione con il catalogo. Nessuna classifica: ogni soluzione ha il suo negozio ideale. Per ogni famiglia vedremo pro e contro, citando alcuni plugin presenti sul repository ufficiale di WordPress.org.
Categoria: AI e dintorni
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The Work Before The Work: When You Are Better Than Your AI
This is about the messy, unglamorous work that happens before any estimate exists. The client who says “simple migration” and means eleven years of custom post types. The requirement that only surfaces when you ask “why?” for the fourth time. The raised eyebrow that tells you more than ten pages of specification. This is the part of the job where we try to understand the situation around the work: what’s unsaid, where the risks are hiding, and what people really mean when they say something. Reaching for AI to get a reassuringly confident answer is not the solution here. I’ll show examples of why is that, including a few expensive mistakes. You won’t leave with a process. You’ll leave with sharper questions, and a clearer sense of which parts of this work must stay human, and why.
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Dal modello a WordPress: MLOps con AI locale
Si può partire da un modello AI che gira in casa e arrivare a un WordPress funzionante su un VPS? In questo talk lo facciamo insieme, passando dalla teoria a un flusso MLOps concreto.
Prepareremo il modello locale, lo trasformeremo in un agente e gli daremo strumenti, contesto e accessi controllati. Poi lo useremo per configurare il server e lo stack applicativo, fare il deploy di WordPress, collegare dominio e DNS, pubblicare i primi contenuti e attivare monitoraggio e debug.
Non sarà la dimostrazione di un’AI che fa magie o lavora da sola. Vedremo invece come guidarla: quali operazioni delegare, quali approvare, come verificare ciò che ha fatto e come intervenire quando qualcosa va storto. L’obiettivo è uscire dalla sala con un metodo riproducibile per portare un modello locale fuori dalla chat e dentro un processo operativo reale.
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Ideas are Cheap, Execution is Cheaper
Per anni, il limite ai nostri progetti è stato il “tempo per scriverli”. Oggi l’esecuzione è diventata incredibilmente economica. Questo talk è un invito a cambiare prospettiva: l’AI non sostituisce il programmatore, ma ne libera il potenziale creativo eliminando l’attrito del lavoro ripetitivo. Analizzeremo come passare dal ruolo di “esecutore di codice” a quello di “regista di soluzioni”, dove la velocità di esecuzione permette di fallire velocemente, imparare più in fretta e portare sul mercato idee che prima sarebbero rimaste nel cassetto.
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Come far rispettare le WordPress Coding Standards agli agenti AI
Gli strumenti basati su AI stanno entrando rapidamente nel workflow degli sviluppatori WordPress, ma il loro limite principale non è la capacità di scrivere codice: è la capacità di scrivere codice coerente con un progetto esistente. In questo lightning talk mostrerò come utilizzare gli agenti AI all’interno di un workflow professionale, definendo regole di progetto, istruzioni permanenti e controlli automatici affinché il codice prodotto rispetti le WordPress Coding Standards, le convenzioni del team e le buone pratiche di sviluppo. L’obiettivo non è presentare un nuovo strumento o una raccolta di prompt, ma condividere un approccio pratico per integrare gli agenti AI senza rinunciare a qualità, manutenibilità e revisione del codice. I partecipanti scopriranno come ridurre il tempo dedicato alla correzione del codice generato dall’AI, come impostare un contesto di lavoro riutilizzabile e perché il futuro dello sviluppo assistito dall’AI dipende più dalle regole di progetto che dai prompt. Al termine del talk avranno una visione chiara di come trasformare un agente AI da semplice generatore di codice a collaboratore capace di adattarsi agli standard di un progetto WordPress reale.
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Trasforma il tuo sito in un agente autonomo
WordPress è tradizionalmente un sistema passivo: pubblica contenuti, risponde alle richieste e aspetta input. Ma cosa succede se il tuo sito inizia a lavorare da solo?
In questo talk, guarderemo a WordPress non solo come vetrina digitale, ma come una possibile alternativa proattiva: un’istanza che, grazie alle nuove possibilità offerte dagli LLM, esegue attività in autonomia. Vedremo un caso d’uso concreto in cui l’uomo pianifica e decide mentre il sito agisce al posto suo.
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Abilities API, WordPress al servizio dell’AI
La presentazione ha lo scopo di illustrare l’Abilities API di WordPress e come può essere utilizzata per interfacciare WordPress con i moderni LLM.
Introdotta nel core di WordPress dalla la versione 6.9, l’Abilities API implementa uno standard che plugin e temi possono utilizzare per esporre le proprie funzionalità in un formato machine-readable. Storicamente, per interagire con WordPress i sistemi esterni dovevano basarsi su conoscenza implicita derivante da documentazione integrazioni ad-hoc e presupposti architetturali. l’Abilities API supera questo approccio attraverso un registry centralizzato delle funzionalità offerte da un sito, validazione nativa (le abilities sono registrate utilizzando il JSON Schema) e un meccanismo di autorizzazione granulare.
Sebbene l’API sia stata concepita per un utilizzo generico in termini di interoperabilità dei plugin, la sua applicazione più interessante oggi è sicuramente l’integrazione con gli LLM. In combinazione con l’MCP Adapter (Manutenuta dal WordPress AI Team), che espone le funzionalità registrate tramite il protocollo MCP, gli agenti AI possono scoprire ed invocare a runtime le funzionalità che il sito pubblica attraverso il registry. Per gli sviluppatori questo significa poter esporre le funzionalità e la loro API in maniera agnostica rispetto agli LLM.
Durante la presentazione verranno toccati i seguenti punti:
- Perché WordPress ha bisogno di un modo standardizzato di esporre le sue funzionalità: i limiti della conoscenza implicita e delle integrazioni ad-hoc
- Cos’è l’Abilities API: il central registry, la registrazione delle funzionalità, la validazione dello Schema JSON e il meccanismo di autorizzazione
- Dalle Abilities all’AI: Model Context Protocol e MCP Adaptor, e come gli LLM scoprono ed invocano le funzionalità a runtime
- Un esempio pratico: come registrare le funzionalità di un plugin e connettere un assistente AI a un sito WordPress
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SEO e Marketing nell’era dell’AI
UX, CRO, SEO, Advertising e Social: cosa fare oggi per crescere e vendere di più
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Call My Agent. Come sono diventato un “agentic writer” senza smettere di scrivere (e di pensare)
Quando l’AI generativa è arrivata, il primo lavoro che minacciava di prendersi era quello di chi scriveva. Cioè il mio. Allora ho cercato di farmi trovare pronto: usare l’AI per potenziare il mio lavoro, sperimentare, diventare uno “scrittore aumentato”. Dopo alcuni mesi di sperimentazione entusiasta, è arrivata la stanchezza: i risultati tendevano ad appiattirsi, il mondo si riempiva di testi generati dall’AI, tutti uguali e sempre più insopportabili, e il rumore di fondo si moltiplicava. Intanto, la frontiera si spostava. L’ondata degli agenti ha spinto la sperimentazione più interessante verso il coding, mentre la scrittura restava indietro: un campo già esplorato, quasi superato. Allo stesso tempo si moltiplicavano le riflessioni critiche sull’uso dell’AI, dai problemi di proprietà intellettuale, all’etica, alla sicurezza, fino all’impatto ambientale. Io avevo una sola certezza: non volevo cedere all’AI il momento che per me conta di più, la scrittura dell’output finale. Ma non volevo nemmeno restare a guardare, nella convinzione che è solo lavorando all’interno di questa trasformazione che si può costruire consapevolezza e rafforzare l’utilizzo responsabile. Ho deciso allora di sperimentare un approccio AI-first che portasse l’AI alle radici del mio lavoro, tenendola lontana dalla scrittura. Ogni problema, ogni contenuto, ogni progetto comincia con un dialogo con l’AI che mi serve per costruire, insieme alla macchina, tutto quello che viene prima della scrittura. In questo talk racconto i sistemi agentici che ho costruito lavorando così: – Un sistema di content intelligence che ricerca ed elabora le fonti. – Un sistema che pianifica i contenuti, organizza gli spunti, individua pattern e ricorrenze tematiche, struttura le informazioni. – Una skill di scrittura neutra, che produce bozze schematiche e senza stile, la materia grezza su cui poi lavoro io. – Un sistema di scrittura della macchina: invece di chiedere all’AI di scrivere come me, l’ho aiutata a costruirsi un suo stile, riconoscibile e distinto dal mio. – Uno slop detector: mentre tutti cercano un modo per scovare cosa è stato scritto con l’AI, io ho creato un sistema che valuta la rilevanza dei contenuti, a prescindere da come sono stati fatti. Questa è la storia di come sono diventato un “agentic writer”, spostando l’AI al centro del mio processo di lavoro, e tenendo per me il momento in cui le idee diventano stile, voce, punto di vista, elaborazione personale.
