Quando l’AI generativa è arrivata, il primo lavoro che minacciava di prendersi era quello di chi scriveva. Cioè il mio. Allora ho cercato di farmi trovare pronto: usare l’AI per potenziare il mio lavoro, sperimentare, diventare uno “scrittore aumentato”. Dopo alcuni mesi di sperimentazione entusiasta, è arrivata la stanchezza: i risultati tendevano ad appiattirsi, il mondo si riempiva di testi generati dall’AI, tutti uguali e sempre più insopportabili, e il rumore di fondo si moltiplicava. Intanto, la frontiera si spostava. L’ondata degli agenti ha spinto la sperimentazione più interessante verso il coding, mentre la scrittura restava indietro: un campo già esplorato, quasi superato. Allo stesso tempo si moltiplicavano le riflessioni critiche sull’uso dell’AI, dai problemi di proprietà intellettuale, all’etica, alla sicurezza, fino all’impatto ambientale. Io avevo una sola certezza: non volevo cedere all’AI il momento che per me conta di più, la scrittura dell’output finale. Ma non volevo nemmeno restare a guardare, nella convinzione che è solo lavorando all’interno di questa trasformazione che si può costruire consapevolezza e rafforzare l’utilizzo responsabile. Ho deciso allora di sperimentare un approccio AI-first che portasse l’AI alle radici del mio lavoro, tenendola lontana dalla scrittura. Ogni problema, ogni contenuto, ogni progetto comincia con un dialogo con l’AI che mi serve per costruire, insieme alla macchina, tutto quello che viene prima della scrittura. In questo talk racconto i sistemi agentici che ho costruito lavorando così: – Un sistema di content intelligence che ricerca ed elabora le fonti. – Un sistema che pianifica i contenuti, organizza gli spunti, individua pattern e ricorrenze tematiche, struttura le informazioni. – Una skill di scrittura neutra, che produce bozze schematiche e senza stile, la materia grezza su cui poi lavoro io. – Un sistema di scrittura della macchina: invece di chiedere all’AI di scrivere come me, l’ho aiutata a costruirsi un suo stile, riconoscibile e distinto dal mio. – Uno slop detector: mentre tutti cercano un modo per scovare cosa è stato scritto con l’AI, io ho creato un sistema che valuta la rilevanza dei contenuti, a prescindere da come sono stati fatti. Questa è la storia di come sono diventato un “agentic writer”, spostando l’AI al centro del mio processo di lavoro, e tenendo per me il momento in cui le idee diventano stile, voce, punto di vista, elaborazione personale.
