Quello che succede davvero sulle piattaforme di hosting.
In questo talk racconto storie vere legate al mondo dell’hosting. Storie vissute in prima persona e casi reali appresi dalle community di cui faccio parte.
Un’occasione per rimettere in discussione alcune convinzioni che diamo troppo spesso per scontate.
Niente teoria: solo fatti, esempi pratici e qualche storia che farà dire “ma davvero?”.
Categoria: Codice / Plugin / API
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Hosting: ho visto cose che voi umani non potete immaginare
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Il tuo sito non nasce dal nulla: anatomia di un deploy
Quando premi «Crea nuovo sito», dopo novanta secondi hai un WordPress funzionante. In mezzo, però, si succedono una decina di azioni molto concrete: viene attivata una macchina virtuale, le viene assegnato uno spazio disco replicato, viene configurato un database, si aprono e chiudono porte su un firewall, si scrive un record DNS che deve propagarsi, si installa PHP con le estensioni giuste, si scarica il core di WordPress, si genera un certificato per avere la connessione cifrata, si attiva un set minimo di plugin e si accende un backup automatico. In questo intervento pongo l’attenzione sui meccanismi interni per osservare quei novanta secondi al rallentatore, senza dare per scontato nulla e senza richiedere competenze sistemistiche. Non voglio trasformare nessuno in sistemista (magari), ma sapere cosa c’è sotto cambia il modo in cui si scelgono i piani hosting, si leggono gli SLA, si diagnosticano i problemi e si spiega a un cliente perché “il sito è lento” può avere più cause diverse a più livelli diversi. Per ogni “strato” della architettura, la domanda è: cosa si rompe qui, e chi se ne accorge per primo?
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Object, Transient e Full-Page: Scegliere la Cache Giusta per Ogni Sito WordPress
Installare un plugin non basta: la cache su WordPress è un ecosistema a più livelli. In questo talk analizzeremo la differenza tra Object Cache, Transients API e Full-Page Cache (sia da plugin che da server). Vedremo come lavorano dietro le quinte, quando usare una rispetto all’altra e come evitare i problemi più comuni su e-commerce e siti complessi
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Come far rispettare le WordPress Coding Standards agli agenti AI
Gli strumenti basati su AI stanno entrando rapidamente nel workflow degli sviluppatori WordPress, ma il loro limite principale non è la capacità di scrivere codice: è la capacità di scrivere codice coerente con un progetto esistente. In questo lightning talk mostrerò come utilizzare gli agenti AI all’interno di un workflow professionale, definendo regole di progetto, istruzioni permanenti e controlli automatici affinché il codice prodotto rispetti le WordPress Coding Standards, le convenzioni del team e le buone pratiche di sviluppo. L’obiettivo non è presentare un nuovo strumento o una raccolta di prompt, ma condividere un approccio pratico per integrare gli agenti AI senza rinunciare a qualità, manutenibilità e revisione del codice. I partecipanti scopriranno come ridurre il tempo dedicato alla correzione del codice generato dall’AI, come impostare un contesto di lavoro riutilizzabile e perché il futuro dello sviluppo assistito dall’AI dipende più dalle regole di progetto che dai prompt. Al termine del talk avranno una visione chiara di come trasformare un agente AI da semplice generatore di codice a collaboratore capace di adattarsi agli standard di un progetto WordPress reale.
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Abilities API, WordPress al servizio dell’AI
La presentazione ha lo scopo di illustrare l’Abilities API di WordPress e come può essere utilizzata per interfacciare WordPress con i moderni LLM.
Introdotta nel core di WordPress dalla la versione 6.9, l’Abilities API implementa uno standard che plugin e temi possono utilizzare per esporre le proprie funzionalità in un formato machine-readable. Storicamente, per interagire con WordPress i sistemi esterni dovevano basarsi su conoscenza implicita derivante da documentazione integrazioni ad-hoc e presupposti architetturali. l’Abilities API supera questo approccio attraverso un registry centralizzato delle funzionalità offerte da un sito, validazione nativa (le abilities sono registrate utilizzando il JSON Schema) e un meccanismo di autorizzazione granulare.
Sebbene l’API sia stata concepita per un utilizzo generico in termini di interoperabilità dei plugin, la sua applicazione più interessante oggi è sicuramente l’integrazione con gli LLM. In combinazione con l’MCP Adapter (Manutenuta dal WordPress AI Team), che espone le funzionalità registrate tramite il protocollo MCP, gli agenti AI possono scoprire ed invocare a runtime le funzionalità che il sito pubblica attraverso il registry. Per gli sviluppatori questo significa poter esporre le funzionalità e la loro API in maniera agnostica rispetto agli LLM.
Durante la presentazione verranno toccati i seguenti punti:
- Perché WordPress ha bisogno di un modo standardizzato di esporre le sue funzionalità: i limiti della conoscenza implicita e delle integrazioni ad-hoc
- Cos’è l’Abilities API: il central registry, la registrazione delle funzionalità, la validazione dello Schema JSON e il meccanismo di autorizzazione
- Dalle Abilities all’AI: Model Context Protocol e MCP Adaptor, e come gli LLM scoprono ed invocano le funzionalità a runtime
- Un esempio pratico: come registrare le funzionalità di un plugin e connettere un assistente AI a un sito WordPress
