Università di Pisa, 13 – 14 Novembre 2026

Disuguaglianze in buona fede: il panel che non poteva mancare

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I gruppi funzionano così. In ogni team, in ogni riunione, in ogni community esiste una distribuzione del potere che nessuno ha deciso e spesso nessuno nomina. Chi parla per primo? Chi viene interrotto? Di chi sono i contributi di cui ci si ricorda nel tempo? Chi fa il lavoro di relazione e di processo che tiene in piedi le cose? Perché in una conferenza tech si parla di codice pulito, architetture scalabili e debito tecnico, ma raramente del debito relazionale che fa crollare i team dall’interno? Ignorare che il sistema umano sia il vero collo di bottiglia della produttività è un’inefficienza tecnica prima ancora che culturale. Affrontiamo questo tema in un panel perché la crescita di una community o di un’azienda tech non si arresta per un bug nel codice, ma per la lentezza silenziosa con cui i bias inconsci logorano la fiducia, azzerano la partecipazione e spingono i talenti a cercarsi un altro posto dove lavorare. Spesso non sono cattive intenzioni o discriminazioni, ma regole uguali per tutte le persone, che portano risultati diversi a seconda della persona che si è.. Durante tutta la giornata, in giro per il WordCamp, trovi dei QR code. Ognuno porta a una serie di domande a cui si può rispondere con il telefono fino a una certa ora [ancora in definizione]. Alcuni sono in bella vista, altri sono nascosti con maestria. Nell’ultimo spazio della giornata [se è possibile avere quello slot] guardiamo insieme cosa è venuto fuori. È un talk che non parla di ambienti tossici, ma di posti come questo, dove nessuno discrimina nessuno e le disuguaglianze si producono lo stesso. In buona fede, perché certe cose sono così introiettate che non ci si fa più caso.